Contenuti per la social responsibility: 3 esempi originali

Creare contenuti di valore per gli utenti è il principio fondamentale di ogni strategia di Content Marketing.
Queste operazioni sono oggi sempre più orientate anche a dimostrare una dimensione etica dell’azienda. Altre sono invece proiettate al miglioramento della società.

All’interno dei contenuti creati dalle aziende viene sempre dedicata grande attenzione alla Social Responsibility.
Ogni azienda ha infatti al suo interno dei valori a cui tiene o nei quali si riconoscono i suoi consumatori. Identificare e sfruttare questi valori può dimostrarsi utile nell’immediato ma, soprattutto, essenziale nel lungo periodo.

Sono moltissimi gli esempi di Branded Content di successo; ve ne voglio raccontare 3 davvero originali che mi hanno colpito per diversi motivi.

All’interno delle aziende c’è sempre una grande attenzione verso i temi di rilevanza sociale.
Questo si traduce in attività rivolte sia ai propri dipendenti che verso l’esterno.

Secondo alcuni queste attività sono soltanto di facciata, ma che in realtà nessuna azienda sia davvero interessata a portare avanti iniziative di questo tipo se non per un mero discorso economico. Si parla spesso di Greenwashing, principalmente in relazione alle politiche ambientali.

Senza voler entrare in discorsi di natura etica, alle aziende conviene attuare politiche di questo tipo perchè c’è una fetta di pubblico attenta a questi temi, ed è sempre maggiore. Di pari passo, anche le alternative di prodotto saranno sempre maggiori.

Worn Wear di Patagonia

L’attenzione di Patagonia verso la sostenibilità ambientale dei suoi prodotti è ormai cosa nota.
L’azienda impiega moltissime risorse e produce moltissimi contenuti rivolti a dimostrare il proprio impegno verso il tema della tutela dell’ambiente.

alcune campagne attiviste di patagonia

Alcune delle campagne ambientaliste a cui Patagonia ha recentemente collaborato

Sul sito ufficiale è possibile trovare articoli di blog relativi alle ultime attività del gruppo, contenuti che entrano nel dettaglio dei materiali utilizzati, oppure le campagne di attivismo che vengono sostenute.

Patagonia ha abbracciato questa politica ormai da diversi anni, diventando un punto di riferimento in quanto alle politiche ambientali tra le aziende. Da questo punto di vista i contenuti prodotti sono famosi e non dovrebbero stupire nessuno.
Worn Wear però è un’iniziativa con un approccio di natura completamente diverso.

Il video ufficiale che spiega il funzionamento di Worn Wear

In pratica, questo è un vero e proprio e-commerce di capi d’abbigliamento e prodotti usati.
È infatti possibile portare i propri capi usati nei negozi Patagonia ed ottenere in cambio dei buoni sconto da poter utilizzare su prodotti nuovi o usati. L’azienda lava il prodotto e lo rivende su questo sito.

Sono inoltre presenti dei contenuti tutorial su come riparare, ad esempio, una camicia strappata. È inoltre presente una sezione in cui è possibile leggere le storie di chi ha già utilizzato questo servizio. Sono stati creati anche appositi eventi in giro per gli Stati Uniti in cui è possibile imparare a riparare i propri vestiti.

Un’idea originale e sicuramente ben realizzata. Avrà anche successo?
Non ci sono dati a riguardo, ma sullo store ci sono molti prodotti, e forse questo può essere un indicatore utile.

Worn Wear è un’iniziativa che mi ha colpito molto perchè non è una semplice campagna destinata a confermare l’adesione dell’azienda ai propri valori, ma presuppone una modifica al proprio business.
Piuttosto che buttare la tua giacca vecchia, l’azienda ti mostra come ripararla. I contenuti e lo spazio creato potrebbero infatti significare una possibile contrazione delle vendite, ma al tempo stesso puntano a migliorare il rapporto con il consumatore e a conquistare la sua fiducia.

I Gorillaz per E.ON

E.ON è un fornitore internazionale di energia elettrica e gas naturale. A fine Maggio è stata annunciata sul loro sito una collaborazione con la band inglese dei Gorillaz, un mese dopo l’uscita del loro ultimo album: Humanz.

Da questa parnership è nato un video straordinario e coloratissimo.
Tutti gli oggetti che appaiono nel video sono stati alimentati ad energia solare.
In pratica, un ottimo esempio di branded entertainment; in cui lo sponsor non viene messo forzatamente in primo piano, ma agisce dietro le quinte. I video del backstage mostrano la creazione del set, facendo intuire il valore del prodotto della E.ON.


Leggi l’articolo: I migliori network di Branded Entertainment


Oltre al video è stata creata un’altra iniziativa: la creazione del Kong Studio.
Secondo la storia creata dalla band, il loro studio di registrazione era stato raso al suolo. Da qui l’idea di crearne uno nuovo, itinerante ed alimentato ad energia solare.

Il nuovo Kong Studio alimentato ad energia solare

Il Kong Studio seguirà tutte le tappe del tour della band e potrà essere prenotato da chiunque per incidere i propri pezzi.

I Gorillaz sono ormai una delle band più famose del pianeta da quando, nel ’98, hanno fatto la loro apparizione sotto forma di cartoon disegnati da Jamie Hawlett. Sebbene i volti dei membri siano ormai di dominio pubblico, i Gorillaz si fanno vedere molto raramente in pubblico. Spesso le loro comparse corrispondono a dei video animati in cui i personaggi non hanno problemi ad apparire in mutande, armati o a ruttare.
Possiamo quindi considerarli dei veri testimonial?

L’esperimento E.ON + Gorillaz mi ha quindi colpito sia per l’originalità della campagna che per il coraggio dei contenuti creati. A causa del loro prodotto, aziende di questo tipo sono infatti sempre attente a scegliere con chi collaborare e, nonostante il pubblico decisamente mainstream, i Gorillaz non rappresentano proprio l’ideale di testimonial a cui siamo normalmente abituati.

Spotify + Mic = Clarify

Con oltre 140 milioni di utenti iscritti, Spotify è il colosso della musica in streaming. Gran parte di questi utenti appartengono alla fascia dei cosiddetti Millenials (i nati tra gli anni ’80 e i 2000) che utilizzano la piattaforma per i 3/4 del totale (dati Forbes).

Mic è invece un editore indipendente che ha come scopo quello di offrire un’informazione mirata ai giovani. Mic è attivo dal 2011, oggi ha 7 uffici sparsi in 5 paesi e fa registrare circa 8 milioni e mezzo di pagine viste al giorno. Negli anni Mic ha creato diversi canali tematici, buona parte di questi sono focalizzati sulla politica e i cambiamenti in atto nel territorio americano.

Navigating trum's america di Mic

Una delle rubriche dedicate alla politica di Mic

L’unione di questi due network ha dato il via a Clarify, una serie di video in cui vengono affrontati alcuni dei temi più importanti per il pubblico giovanile americano. Ad esempio, il debito studentesco (ospite del video è Diplo, uno dei dj più famosi al mondo); gli artisti sono spesso i protagonisti dei video, sicuramente per catturare meglio l’attenzione del pubblico.
L’iniziativa è stata creata a ridosso delle elezioni americane del 2016, proprio per sensibilizzare i più giovani all’importanza del voto e di sviluppare una coscienza civile.

Raramente le aziende prendono posizioni in merito a questioni politiche. Spotify non l’ha fatto direttamente, ma con Clarify ha saputo interpretare bene le esigenze del suo target principale ed attivarsi per creare dei contenuti di valore.
Non ci è dato sapere se i giovani americani hanno davvero imparato qualcosa da questi video, ma secondo me l’iniziativa va nella giusta direzione.

Conclusioni

Coloro che hanno avuto modo di lavorare nei reparti di comunicazione e marketing di una grande azienda sa bene quanto ogni decisione in questo campo venga attentamente pesata. Spesso le discussioni su pro e contro si trascinano talmente tanto a lungo che le questioni vengono semplicemente fatte cadere nel dimenticatoio.

Alle lunghe strategie di Content Marketing vengono quindi preferite spesso iniziative più piccole ed interne, magari fatte circolare soltanto attraverso i tradizionali canali PR.

Queste campagne elencate dimostrano come i temi della Social Responsibility aziendale possano essere utilizzati per creare contenuti brandizzati intelligenti e di intrattenimento e, forse, anche eticamente corretti e di valore per la società.